Un nuovo modo di fotografare

L’idea non è certamente nuova; sono anni che volevo provare a “guadagnare” notti cercando una soluzione per fotografare anche da casa. Non per niente mi sono dotato di diversi filtri per ridurre l’inquinamento luminoso; ho iniziato con un interessantissimo Astronomik UHC-E, poi i Lumicon Deepsky e Idas LPS P1 e infine anche gli H-alpha, prima da 13nm e ora da 6nm, e il classico OIII.
Sulla carta quindi sono “coperto” bene, il problema però che non avevo correttamente valutato è la copertura dei miei tele: sia il Borg 77ED che il Takahashi FS-60C hanno un campo talmente vasto che la maggior parte delle nebulose appaiono piccole e quelle che potrebbero convivere con l’ampio campo spesso si trovano in zone del cielo che da casa, a causa degli alberi in giardino, offrono una finestra utile scarsa, anche meno di 60 minuti prima che rami o alberi interi vengano inglobati nell’inquadratura. 
Ora però con i 1280mm del Visac posso dedicarmi ad oggetti più piccoli e mi si allargano le possibilità. Ho così deciso di riprendere un paio di target per quest’estate anche da casa, ovvero M27 e NGC 281. Ho iniziato con la prima, facendo un po’ di H-alpha a cui successivamente inserirò anche l’OIII; per ora ho fatto circa 4 ore di ripresa con la Nikon D40 e spero di arrivare almeno al doppio di integrazione, poi farò lo stesso con l’OIII e monterò il tutto in una foto a falsi colori. 
Questa è un’anteprima di 2 ore e venti minuti in H-alpha; direi che qualcosa inizia a venir fuori. 
E questo invece è un confronto tra una singola posa da 10 minuti e il risultato della somma di 14 pose mediate. Mi pare che l’inquinamento luminoso così si possa aggirare; certo i cieli di montagna sono un’altra cosa ma nelle sere inutilizzate, è meglio di nulla.

